
230: "Mangiare a ufo": l'espressione nata dal Duomo di Milano
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
07/18/26
•28m
Informazioni
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Questa volta il microfono è vostro. Raffaele lo dice subito: senza gli ascoltatori questo resterebbe solo una conversazione tra lui e Matteo condivisa su internet — e infatti la puntata la fanno le vostre voci....
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Parole della settimana
- mangiare a ufo — Mangiare senza pagare, quando paga qualcun altro. Un modo di dire regionale (Lombardia e Toscana) che viene dalla sigla A.U.F., ad usum fabricae, scritta sulle casse del marmo per il Duomo di Milano, che non pagava la dogana.
English: to eat for free, to freeload (someone else pays) - il passeggino / la carrozzina — Il passeggino (o il carrozzino) è quello dove si porta un bambino piccolo; la carrozzina, al femminile, è la sedia a rotelle. Una vocale cambia tutto — come ha scoperto Monica nel suo messaggio!
English: stroller/pram (il passeggino, il carrozzino) vs wheelchair (la carrozzina)
Note dell'episodio
Questa volta il microfono è vostro. Raffaele lo dice subito: senza gli ascoltatori questo resterebbe solo una conversazione tra lui e Matteo condivisa su internet — e infatti la puntata la fanno le vostre voci. Si comincia con Rami, che vorrebbe ascoltare gli episodi uno dietro l'altro: si può, dalla pagina dello show su Spotify, ordinando dagli episodi meno recenti e lasciando fare all'autoplay — anche se ogni puntata di Easy Italian è fatta apposta per stare in piedi da sola, perché il podcast non è una soap opera.
Poi arriva il lungo messaggio di Monica dalla Repubblica Ceca: suo marito Marco è mezzo italiano, a casa parlano ceco perché è più veloce, e sperano che la piccola Cecilia assorba l'italiano come una spugna. Per loro l'italiano è anche la lingua segreta di coppia — un lusso che Matteo a Londra non può permettersi, dove l'italiano si sente perfino dal balcone e dove Raffaele, a dodici anni, annunciò in un ascensore a Covent Garden "mi sto facendo la pipì sotto"... e l'ascensore rise. In mezzo, una correzione gentile che non dimenticherete: la carrozzina è una cosa, il carrozzino un'altra.
La seconda parte del messaggio tocca un nervo scoperto: la scuola ha fatto odiare le lingue a Monica, tra brutti voti e commenti umilianti. E qui Raffaele si arrabbia — lo ammette lui stesso — e regala il momento più bello della puntata: la lingua non è performance, la lingua è comunicazione. Se una bambina dice "latto" invece di "latte", il latte arriva lo stesso.
Chiusura col regalo linguistico: "a ufo" non c'entra niente con gli alieni. Il marmo di Candoglia per il Duomo di Milano passava la dogana senza pagare tasse, nelle casse marcate A.U.F. — ad usum fabricae, per i lavori della Veneranda Fabbrica che ancora oggi si prende cura della cattedrale. E siccome l'italiano ama le vocali finali, da AUF è nato "a ufo". Perché invece si dice "gratis"? Quello ve lo raccontiamo nell'aftershow.
Trascrizione
Matteo: [0:23] Buongiorno!
Raffaele: [0:25] Buongiorno a te, Matteo, come va?
Matteo: [0:27] Bene, bene. Comepossiamo fare? Lo possiamo dire, non lo possiamo dire...
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Episodio precedente
...vi portiamo tra i film e i telefilm delle estati davanti alla televisione, e vi diciamo dove andare (e dove NON andare) al mare in Italia a luglio e agosto.
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Parole della settimana
- cantare vittoria (troppo presto) — Esultare e festeggiare prima che la gara sia finita. Matteo l'ha fatto con il fresco di Londra: una settimana dopo è tornato il caldo!
English: to celebrate too early, to count one's chickens before they hatch - il palinsesto — La programmazione televisiva: tutti i programmi che una televisione trasmette e i loro orari. D'estate, in Italia, il palinsesto è sempre lo stesso: film al mare e vecchi telefilm.
English: the TV schedule, programming lineup
Note dell'episodio
Si comincia con un "Abbiamo vinto!" che per una volta non porta sfortuna, perché è già successo: una Ferrari ha vinto il Gran Premio di Silverstone, proprio a casa di Hamilton — che però è arrivato terzo, dietro al compagno Leclerc. E mentre gli italiani sventolano bandiere in Inghilterra, in Italia succede una cosa curiosa: il Mondiale di calcio, quello vero, quello che si gioca in questi giorni, finisce in un angolino dei giornali. Senza gli azzurri — eliminati proprio da quella Norvegia che poi ha battuto il Brasile di Ancelotti — il paese fa un po' finta che il torneo non esista, e la RAI non ha nemmeno comprato i diritti di tutte le partite.
Poi bastano due lettere, "A-A!", e partono i ricordi: Abbronzatissima, la canzone che Edoardo Vianello cantava nel 1963 e che non ha mai smesso di essere l'estate italiana. Negli anni '90 è diventata la colonna sonora del film Abbronzatissimi — al plurale e al maschile, e qui c'è pure una piccola lezione di grammatica — e da lì il discorso scivola naturalmente nel palinsesto delle estati italiane: i film al mare come Sapore di mare e Rimini Rimini, e le mattinate senza scuola davanti ad A-Team, MacGyver, Supercar e i duchi di Hazzard, telefilm già vecchi di vent'anni quando li guardavamo noi.
Quei film oggi, dicono i nostri, sono "scaduti": guardarli adesso è come entrare in una macchina del tempo, con tutto quello che di bello e di imbarazzante ci si trova dentro — i primi amori dell'estate, ma anche una sensibilità che per fortuna è cambiata. E siccome l'estate italiana non è solo televisione, si chiude con i consigli veri: non andate a Rimini se cercate l'Italia degli italiani, lasciate perdere le città d'arte a luglio e agosto, e cercate invece i posti di mare "tra due grandi città", come Terracina — oppure venite nei mesi spalla. E soprattutto: mare o città d'arte, scegliete. Tutte e due insieme è un bagno di sudore.
Trascrizione
Raffaele: [0:09] Abbiamo vinto!
Matteo: [0:25] Buongiorno.
Raffaele: [0:27] Buongiorno a te, Matteo.
Matteo: [0:29] Come va?
Raffaele: [0:29] Tutto bene, non ci lamentiamo, ormai che fa caldo lo hanno capito i nostri ascoltatori e dovremmo dirlo per i prossimi tre mesi.
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Episodio successivo
Si comincia col caldo — la sigla che "si scioglie" come un nastro inceppato — e con un rimedio antico: leggere. Magari libri sulle spedizioni al Polo Nord, per rinfrescarsi almeno con la testa. È la tradizione italiana del libro sotto l'ombrellone, che i nostri due conoscono bene ma praticano poco: Matteo storicamente leggeva d'estate, ma a casa; Raffaele, da papà, sotto l'ombrellone ormai disconnette il cervello e basta.
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Parole della settimana
- il segnalibro — L'oggetto che metti tra le pagine per ricordare dove sei arrivato. Nell'episodio Matteo lo usa in modo poetico: un libro amato funziona "come da segnalibro nella tua memoria" — ti fa ricordare l'estate in cui l'hai letto.
English: bookmark - divorare (un libro) — Leggere un libro velocemente e con grande piacere, senza riuscire a fermarsi. Raffaele sceglie i libri per sua moglie e "molto spesso scelgo libri che poi lei divora".
English: to devour (a book), to read it hungrily in one go
Note dell'episodio
Il cuore della puntata è una ribellione di scuola media. Alle letture assegnate per l'estate, il piccolo Raffaele rispose leggendo tutt'altro: l'intero Romanzo di Excalibur di Bernard Cornwell, scelto da lui, divorato volume dopo volume — e a settembre lo disse in faccia alla professoressa: "ho letto tantissimo, ma tutt'altro: ho scelto io". Da grande la pensa ancora così: un classico come Il Maestro e Margherita si può studiare, ma obbligare qualcuno a leggere un libro che non ha scelto "è una violenza" — la lettura non si impone. Matteo, che pure ha subìto le stesse liste, un po' lo frena: gestire ciò che non scegliamo, da ragazzini, allena alla vita. Poi però regala la frase più bella della puntata: lui Il Signore degli Anelli l'ha letto in un'estate sola, e oggi ricorda quell'estate proprio grazie al libro — "come da segnalibro nella tua memoria". "Hai detto una poesia", ammette Raffaele.
Una tradizione però resiste: prima delle vacanze Raffaele sceglie sempre un libro per sua moglie, e difficilmente sbaglia. L'ultimo era Come l'arancio amaro di Milena Palminteri, vincitore del Premio Bancarella — il premio che scelgono direttamente i librai — e da lì si arriva alle saghe familiari ambientate in Sicilia che riempiono gli scaffali d'estate. La Sicilia, appunto: trasferirsi? Fa caldo perfino sull'Etna, ma Raffaele non se la sente di eliminarla, anche se non l'ha ancora mai vista. E così, tra Genova e Trieste col mare, una Milano difesa da Matteo contro gli stereotipi, una Firenze persa nel sovraffollamento e un posticino ideale in Emilia-Romagna a un'ora da tutto, la puntata chiude con la domanda che ogni amante dell'Italia si porta dentro: mare, città o montagna? Diteci la vostra — e il resto, con aria condizionata e bevanda ghiacciata, continua nell'aftershow.
Trascrizione
Raffaele: [0:23] Matteo, buongiorno.
Matteo: [0:24] Buongiorno.
Raffaele: [0:26] Non so se l'hai sentito pure tu, ma io sentivo la sigla di apertura un po' male, un po'... Sai come quando il mangianastri si inceppava?
Matteo: [0:39] Sì?
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